Dalla polemica con Gabrielli e il Governo al no di Monti alle Olimpiadi 2020

La querelle di Alemanno con i vertici dello Stato

 

di Nadia Butini

 

 

Decisamente il povero Alemanno non ne indovina una in quest’ultimo periodo. Anche le Olimpiadi lo hanno deluso, o meglio il “no” del governo (che, tra l’altro, aveva già difeso la Protezione Civile in occasione dello scontro, per la verità cercato, con Gabrielli) alla candidatura di Roma.

La quérelle “neve”è avviata dal sindaco subito dopo la copiosa nevicata sulla capitale: di fronte alla evidente débacle, Alemanno reagisce con un attacco frontale alla Protezione Civile e al suo capo, il prefetto Gabrielli, chiedendo addirittura una commissione d’inchiesta per l’inadeguatezza delle previsioni. Segue tutta una serie di apparizioni televisive, con accuse varie a Gabrielli: la più gentile, quella di essere un “passacarte”.

Il top arriva con le immagini, divulgate ovunque, del sindaco all’opera con la pala. Con l’inevitabile gazzarra di sfottò su twitter e social network vari. Polemica inutile, che ha attirato ancora di più l’attenzione sulla sottovalutazione della situazione e/o sulla incapacità del sindaco di far fronte all’evento, eccezionale non in sé, ma per la città, ovviamente non attrezzata storicamente per emergenze di questo tipo. Forse non ha giovato ad Alemanno l’aver ridotto la sua funzione al puro apparire, magari con la pala in mano.

 

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