Processo mediatico

Dagli al mostro…

 

di Annarita Di Giorgio

 

Neanche  il tempo di finire con Berlusconi, Cosentino, i Misseri, i radicali, arriva il nuovo bersaglio per il tiro a freccette del perbenismo italico. Il comandante Schettino, l’omicida, il codardo, il bugiardo, l’omm e merd. Dall’altra parte il nuovo Monti, il nuovo Napolitano, l’eroe: De Falco, quello del #vadaabordocazzo che sapevamo gia avrebbe riempito bacheche e magliette. Perché tutti quanti siamo bravi a salire sul carro del vincitore, e ci scordiamo di aver da sempre abbandonato la nave che affonda.

Ci voleva coraggio per non buttarsi giù, ci voleva eroismo per risalire sulla nave che affonda. Il comandante invece era uno sbruffone irresponsabile, come gli altri che per 52 volte all’anno avevano fatto quegli stupidi e illegali inchini dalla Concordia al Giglio. E nessuno che li aveva mai multati. Il sindaco era persino contento. Neppure l’Ais – il sistema internazionale di controllo della navigazione marittima che vigilava anche sulla Costa Crociere – aveva mai fatto nessuna segnalazione. Un sistema di radar costosissimo impiantati dalla Selex, quella di Finmeccanica, di Marina Grossi, di Garguaglini. Soldi in fumo alla spartizione partitocratrica.

E’ illegale e stupido avvicinarsi così alla costa, persino per un motoscafo.  Ma lo facevano tutti, la Concordia 52 volte. Morti in acqua per una tragedia e un errore umano, ma non solo. Per una costante e quotidiana illegalità manifesta di fronte alla quale tutti ogni giorni chiudiamo gli occhi.

E così, grazie a una telefonata che la legge vieta possa essere pubblicata (perché le leggi violate sono sempre quelle che violano gli altri), ora abbiamo un nuovo bersaglio e un nuovo eroe, eroe al telefono poi, che pure la Daddario faceva la santa mentre sapeva di star registrando il porco d’Italia.

Fino a due giorni fa l’eroe era quello che chiedeva lo scontrino. Domani lo saranno i tassisti che lavorano. Perché in effetti la Giustizia è troppo lenta, e visti i 9 milioni di processi pendenti, e la durata media di ogni processo e le 165mila prescrizioni l’anno (amnistia di classe!) si fa prima a farsi giustizia da se. E chi se ne frega delle garanzie e dei diritti.

Beato il Paese che non ha bisogno di eroi diceva quello li, beato il Paese che sa ogni santo giorno dell’anno far rispettare tutte le sue regole.

 

Articolo tratto da www.thefrontpage.it

 

 

 

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