Neve, gelo e venti siberiani…

 

di Nadia Butini

 

Neve, gelo, venti siberiani: il tutto ci è piombato addosso con effetti dirompenti, che hanno scoperto le nostre fragilità, il nostro essere sempre nell’emergenza e insieme il non riuscire a fronteggiarla.

Passeggeri abbandonati al gelo su treni bloccati per ore e ore; migliaia e migliaia di persone isolate, senza elettricità e acqua; automobilisti e autisti di tir immobilizzati per giornate; la capitale paralizzata da pochi centimetri di neve. Le cause? molteplici. A monte alcune norme di legge ( approvate nell’estate del 2011 sotto l’onda dell’indignazione seguita all’ennesimo “caso”, quello di Bertolaso), che nei fatti sono risultate perniciose.

Un grazie all’ex ministro Tremonti, che  con le nuove leggi balneari ha stretto la Protezione Civile in una vera e propria morsa burocratica (per questo intervenne nella vicenda Concordia dopo una settimana!)e ha spinto le Regioni a ritardare la richiesta dello stato di emergenza, dal momento che esse sono poi tenute a ripagare le spese sostenute con una tassa straordinaria o aumentando le accise. Realizzando così la perversa situazione per cui coloro che sono stati colpiti dalle calamità dovranno anche pagare più tasse rispetto ai meno sfortunati di loro!

È stato così compromesso il coordinamento di tutte le istituzioni preposte a far fronte alle situazioni eccezionali, con i risultati disastrosi che tutti abbiamo o visto o patito. A questo si aggiunga una rete ferroviaria che impiega scarse risorse nella manutenzione ed è vecchia, logorata; una rete elettrica che ha risentito dell’incapacità dell’azienda pressoché monopolista di intervenire efficacemente; infine, una rete fognaria obsoleta (prevalentemente in ghisa) e facile vittima del gelo.

Sulla viabilità cittadina tutto è affidato alle capacità dei sindaci, ma anche all’entità (ridotta) dei mezzi a loro disposizione: così oggi molti di loro si trovano ad aver sostenuto spese a cui non sanno come far fronte. In Piemonte abbiamo avuto nell’insieme meno neve rispetto ad altre zone d’Italia e comunque le nostre città, Torino e Novara per prime, si sono mostrate all’altezza della situazione, limitando i disagi al minimo.

 

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