Scandali italiani…

 

di Giusy La Ganga

 

Le pagine dei giornali di oggi raccontano la vicenda, penosa e ridicola, del tesoriere della ex Margherita (nella foto) che si è appropriato di 13 milioni di euro.  L’erede di Citaristi, Balzamo e Stefanini finisce nei guai non per soldi che ha fatto arrivare al suo partito, peraltro non più attivo, ma per quelli che ha sottratto.

Ma, ahimè, questo è solo l’ultimo, paradossale, episodio che riguarda le finanze dei partiti della seconda repubblica.

Senza pretesa di completezza, ricordo un tesoriere che vende un appartamento ereditato da una nobildonna (ingenua!) al cognato del Presidente di Alleanza Nazionale. Che, anche in quel caso, non era più attiva politicamente, ma sopravviveva solo come “rentier”.

Ricordo il tesoriere della Lega Nord pescato a trafficare con fondi di investimento in Tanzania, anziché provvedere ai propri compiti istituzionali.

Ricordo le polemiche relative alle gestioni “familistiche” dei fondi pubblici assegnati ad Italia dei Valori, con coinvolgimento di mogli, figli e, dicono i maligni, fidanzate…

Questa è l’inevitabile conseguenza non di un degrado morale generalizzato, come sostengono i moralisti, ma del degrado politico in cui sono precipitati i partiti.

 I partiti sono il fondamento di una democrazia ben funzionante, ma sono precipitati in un baratro, da cui non usciranno senza una profonda trasformazione.  E non parlatemi di primarie come della panacea. Senza molto altro, rischiano di essere una comoda via di fuga o la causa di altri guai.

Cosa si potrebbe/dovrebbe fare?

1.      Disciplina giuridica dei partiti, secondo l’art. 49 della Costituzione.

2.      Separazione delle finanze di partito da quelle del suo leader pro-tempore.

3.      Abolizione della scandalosa normativa sui rimborsi elettorali, che finanzia partiti non più esistenti.

4.      Ripristino di un finanziamento pubblico dei partiti presenti in Parlamento e nei Consigli Regionali, con deposito dei fondi assegnati presso la Tesoreria dello Stato e pagamenti su documentazione.

Naturalmente tutto questo da approfondire e molto altro ancora. Ma se non si farà nulla, continuando nella retorica della “mela marcia”, le tecnocrazie oligarchiche non avranno alternative e trionferanno a furor di popolo.

 

 

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