Per recuperare la fiducia i partiti non devono rinunciare a intervenire

Alla lunga il governo tecnico può diventare politico

 

di Bobo Craxi

 

Il Governo è “strano”. E’ necessario operare e vigilare affinché non diventi estraneo, o peggio straniero, e riconsiderare gli elementi positivi che sono scaturiti, anche in modo imprevisto, dalla guida transitoria del Prof. Monti.

Innanzitutto la ripresa di credibilità Internazionale: essa può essere figlia di tante conseguenze e di tante ragioni, ma è un fatto che la cosiddetta “credibilità” dell’Italia, la percezione del cambio di passo ha reso meno fragile sul piano Istituzionale internazionale il Paese. La percezione naturalmente non ha nulla a che vedere con la realtà dei numeri e delle analisi ancora instabili che ne hanno reso le agenzie di rating, ma è un fatto, incontestabile, che la dinamica di intervento economico e sociale impressa dal Governo Monti rende meno fragile e quindi più aderente alla realtà il rapporto fra un grande Paese come il nostro e la Comunità internazionale economica e politica.

Al di là delle convenienze e dei linguaggi felpati propri della diplomazia il messaggio che per tramite del neo-Ambasciatore l’amministrazione Americana fa pervenire all’opinione pubblica nazionale alla vigilia della visita di Monti a Washington, è chiaro ed eloquente: “Siamo grati all’Italia.. che con sorpresa è cambiata così velocemente ed ha impresso all’Europa una dinamica diversa..” ed ancora “ L’Italia è diventato l’alleato più affidabile degli Stati Uniti in Europa” (David Thorne, Corriere della Sera del 7 febbraio - ndr).

Tutto bene quindi? Sarebbe illusorio pensare di sì, sbagliato però sottovalutare i segnali quando essi provengono nella stagione più critica dell’isolamento politico internazionale e della morsa nella quale l’Italia si era ritrovata al punto di dover ricorrere alla stranezza di un Governo Tecnico le cui premesse non erano affatto destinate a dispensare ottimismo generalizzato.

Il ritorno ed un eventuale conferma del rinnovato protagonismo della settima potenza industriale del Mondo autorizza ad immaginare che possa, in un tempo non troppo remoto, anche la politica riprendersi il suo ruolo ed il suo spazio.

E’ il compito principale delle forze politiche che non devono vivere la propria estraneità ai processi in corso come una costante permanente della fase che stiamo attraversando. Al contrario, maggiore sarà l’interventismo politico anche dialettico nei confronti della supremazia tecnocratica – finanziaria e maggiore potrà essere il terreno di ripresa di fiducia con l’elettorato.

Per questa ragione l’esercizio di considerare estraneo il Governo rischia di allargare e non diminuire la distanza fra noi e gli elettori.

D’altronde sarà Monti per primo a definire se il suo sarà un servizio a tempo determinato o se la politica si potrà avvalere del suo Art. 18 licenziandolo senza giusta causa.

L’impressione è che l’esercizio prolungato del potere trasformerà (già in parte è cosi) questa esperienza emergenziale in un Governo politico a tutti gli effetti.

Ed è quindi con questa proposta politica che, nel bene e nel male, dobbiamo fare i conti.

 

 

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